Le organizzazioni integraliste e la lotta alla sovrappopolazione

La dietrologia, cioè lo studio del deretano, nel caso specifico degli adepti delle organizzazioni integraliste, dimostra che queste organizzazioni sono le uniche organizzazioni al mondo che operano democraticamente per diminuire la popolazione mondiale.

Da circa mezzo secolo molte voci si sono levate a denunciare i pericoli della sovrappopolazione e i limiti dello sviluppo, ma le uniche organizzazioni che perseguono questo fine con metodi democratici sono le organizzazioni terroristiche di stampo religioso, segnatamente quelle islamiche. Infatti anche altre gruppi organizzati si sono dati da fare nel passato in questo senso, nel Cile di Pinochet e nell’Argentina dei generali golpisti vennero messe in atto operazioni strutturate e pianificate di contenimento demografico, importanti risultati furono conseguiti anche da regimi più o meno dittatoriali dell’Asia (Cambogia in testa) e in altre parti del mondo, ma quasi tutti questi regimi hanno praticato la loro politica di contenimento della popolazione operando solo nei confronti di oppositori politici o di minoranze etniche o religiose, invece le organizzazioni integraliste islamiche operano spesso con kamikaze e questo introduce l’elemento democratico che mi interessa mettere in luce: il rapporto tra adepti morti e vittime esterne all’organizzazione rispecchia sostanzialmente il rapporto numerico tra gli aderenti alle organizzazioni stesse e la società in cui operano, introducendo un elemento di democrazia sostanziale, nonostante la loro opposizione al concetto stesso di democrazia.

Un altro elemento di contenimento della popolazione con elementi di democrazia mi sembra si possa ravvisare nell’opposizione alle vaccinazioni e alla medicina tra le popolazioni in cui queste organizzazioni hanno conquistato posizioni di predominanza o di effettivo potere.

Insomma queste organizzazioni non si curano di perdere adepti pur di perseguire gli obiettivi che si sono prefissi, si tratta di encomiabile coerenza, in quanto tutte le altre organizzazioni che si muovono in questo senso cercano in primo luogo di proteggere gli appartenenti alle organizzazioni stesse.

Un altro elemento di democrazia che l’islam radicale mi sembra manifestare è quello della lotta alla callocrazia che si esplica nei vari veli e coperture che impediscono di vedere in particolare le donne, ma anche in parte gli uomini, coperti come devono essere da vesti e pelame a celare le loro forme e i tratti somatici praticando una democratizzazione estetica tra belli e brutti.

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Sempre a casa mia, sempre fuori posto.
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