Il carcere per delitti colposi? Sì o no? Solo per i brutti?

Su repubblica.it qui si scrive di un delitto commesso durante una rapina, i rapinatori a quanto pare hanno percosso a morte la vittima, settantenne, ma a quanto pare non si trattava di un omicidio premeditato, insomma i tre aggressori non erano andati a casa dell’uomo per ucciderlo, volevano solo rapinarlo, inoltre non hanno sparato all’uomo alla testa o al cuore, lo hanno solo picchiato, si potrebbe dedurre che quindi anche se “irritati” dalla reazione dell’uomo non avessero “deciso scientemente” di ucciderlo.

In base a ciò, seguendo la logica della sentenza con cui sono stati condannati per omicidio colposo gli agenti che hanno percosso a morte il giovane Aldrovandi, anche i tre aggressori di cui sopra, qualora fossero arrestati, dovrebbero essere condannati per omicidio colposo.

Sempre repubblica.it, ma qui, riporta alcune dichiarazioni di due degli assassini di Adrovandi in carcere a Ferrara cito una frase: “Pensavamo che venissero applicate le misure alternative e invece ci troviamo qua dentro, per un reato colposo. Non comprendiamo perché. Non meritiamo il carcere.”, la logica che sta dietro al ragionamento parrebbe essere: “non avevamo intenzione di ucciderlo, infatti siamo stati condannati per omicidio colposo, che non è un vero reato è un po’ una distrazione”.

Con questa logica i tre aggressori del settantenne potrebbero essere condannati al carcere per la rapina e a un buffetto e qualche mese di “lavori socialmente utili” per l’omicidio.

Ma forse nella mente dei due poliziotti in carcere la logica che presiedeva alla frase citata era un’altra, infatti la loro dichiarazione, prima della frase citata faceva: “Siamo uomini dello Stato. Accettiamo le decisioni prese, le sentenze. Ma vorremmo che la legge venisse applicata anche per le garanzie che dà.”

Questa frase è veramente allarmante in una democrazia, giacché dà la misura di quanto alcuni, per fortuna non tutti, “servitori dello stato” credano di essere in credito nei confronti dello stato di garanzie extra rispetto al cittadino comune, credo infatti che neppure loro vorrebbero siano applicate, agli assassini dell’anziano, le misure alternative al carcere, eppure in ambedue i casi si tratta di pestaggi, effettuati da più persone, condotti fino alla morte della vittima, ma essi ritengono che debbano essere loro erogate pene alternative al carcere, per quale altro motivo se non ritenersi meritevoli di trattamento di favore?

Probabilmente però ha giocato un ruolo importante il fatto che siano stati condannati per omicidio colposo, come appunto può succedere a chi, per esempio, facendo marcia indietro con un camion non vede un pedone e lo schiaccia contro un muro, una distrazione, una tragica fatalità, molte volte, purtroppo, la magistratura, a mio avviso con superficialità, ha fatto sponda a interpretazioni di questo genere, nei casi di omicidi da parte di appartenenti alle forze dell’ordine.

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Sempre a casa mia, sempre fuori posto.
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