L’INPS, i MAV per colf e i CUD dei pensionati.

Innanzi tutto una notazione: i contributi per lavoratori domestici devono essere pagati, cito il sito INPS:

I contributi si pagano per trimestri solari entro i seguenti termini:

  • dal 1° al 10 aprile, per il primo trimestre;
  • dal 1° al 10 luglio, per il secondo trimestre;
  • dal 1° al 10 ottobre, per il terzo trimestre;
  • dal 1° al 10 gennaio, per il quarto trimestre.

Evidentemente non si prevede in alcun modo che in quei dieci giorni chi ha alle proprie dipendenze un lavoratore domestico possa andare in vacanza, essere ricoverato in ospedale ecc. sì perché volendo pagare in anticipo il sito dell’INPS non lo consente, ogni anno poi l’ammontare dei contributi orari cambia entità e cambiano le fasce di retribuzione a cui si applicano le diverse fasce contributive e tale ammontare si conosce solo al primo del mese di Aprile.

Non solo: anche quest’anno i MAV precompilati mi sono arrivati all’inizio di Aprile, naturalmente con le cifre dell’anno precedente, e come ogni anno ho dovuto, nel sito dell’INPS, correggere il MAV e stamparmelo (fronte retro con tutte le difficoltà che ciò comporta su una stampante casalinga) come ogni anno quindi i MAV precompilati dall’INPS sono finiti in spazzatura, uno spreco di carta e di lavoro per tutte le persone coinvolte (dalle industrie cartarie, all’INPS, alle poste, ai fabbricanti di toner, ai manutentori di stampanti ecc).

Mi chiedo se questo modo di operare sia fatto per aumentare surrettiziamente il PIL o se ci sia una qualche logica oscura che a me, povero blogger, sfugge.

Al contempo l’INPS ha smesso di inviare ai pensionati il CUD, cito sempre dal sito:

La Legge di stabilità 2013 prevede che gli enti previdenziali non inviino più il CUD ai pensionati in formato cartaceo, se non su espressa richiesta dell’interessato.
Per questo l’Istituto rende disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (CUD) sul sito http://www.inps.it, nella sezione Servizi Online > Servizi al cittadino inserendo il proprio codice identificativo PIN e selezionando il servizio Fascicolo previdenziale per il cittadino.
Ai cittadini in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata CEC-PAC, noto all’Istituto, il CUD verrà recapitato alla corrispondente casella PEC.
Sono comunque a disposizione anche modalità alternative per ottenere il CUD in formato cartaceo, attraverso uno dei seguenti canali:

  • le agenzie INPS, recandosi agli sportelli veloci dedicati al rilascio del CUD 
  • le postazioni informatiche self-service, disponibili presso le Strutture territoriali dell’Istituto
  • la posta elettronica, inviando una mail a richiestaCUDObism@postacert.inps.gov.it da un indirizzo di posta elettronica certificata CEC-PAC
  • i centri di assistenza fiscale
  • gli uffici postali appartenenti alla rete “Sportello Amico”, a pagamento. 

L’Inps garantisce, comunque, l’invio del CUD a domicilio ai cittadini che ne facciano specifica richiesta attraverso il Contact Center.

Per questo, oltre al numero 803.164 gratuito da rete fissa e al numero 06.164164 a pagamento da cellulare, è stato dedicato il nuovo numero verde 800 434320, raggiungibile solo da rete fissa, attraverso il quale si può richiedere l’invio a domicilio del proprio certificato reddituale.

Stante la necessità di attivare call center ad hoc, collaborazioni con le Poste, convenzioni ulteriori con i CAF, che evidentemente non svolgeranno queste mansioni gratis, mi piacerebbe sapere a quanto ammonterà il risparmio per l’INPS, a quanto ammonterà il costo per i pensionati e se l’insieme di tutte queste cose corrisponderà a un aumento o a una diminuzione del costo energetico e ambientale per il paese, tenendo conto del costo dei server, dell’energia elettrica, dei trasporti per recarsi alle sedi dell’INPS o dei CAF.

Mi rendo conto che le due osservazioni sembrano andare in direzioni opposte, da una parte ritengo inutile mandare MAV e dall’altra ritengo forse meglio inviare i CUD ai pensionati, ma il problema che voglio sollevare è che sarebbe sempre il caso di esaminare il rapporto costi/benefici di qualunque operazione: se i MAV inviati sono inutili e inducono in errore o vengono inviati giusti o è inutile inviarli, dall’altra parte, nel bilancio tra inviare il CUD a tutti e inviarlo solo a chi ne faccia richiesta, bisognerebbe calcolare anche il disagio che tale richiesta comporta ai pensionati e il costo economico ed energetico generale di tale scelta.

Non ho volutamente preso in considerazione lo stress dei parenti che si trovano a dover assistere gli anziani in queste operazioni in quanto difficilmente quantificabile.

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Sempre a casa mia, sempre fuori posto.
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