La triade omeopatica: medico, farmaco, paziente.

Per chi fosse completamente digiuno delle basi “teoriche” dell’omeopatia qui informazioni scientifiche. Il dibattito sull’omeopatia fa di ogni erba un fascio mescolando aspetti diversi ecco una breve disamina della questione dei tre agenti nella omeopatia, trascurando i pur importanti aspetti economici aziendali rinviati ad altra sede.

Bisogna forse sgomberare il campo da un equivoco la medicina omeopatica consta a mio avviso di tre fattori importanti: il medico omeopatico, la farmacopea omeopatica e la fiducia del paziente omeopatico.
La durata della visita, l’anamnesi accurata e l’empatia che, nella mia esperienza, associo alla visita del medico omeopatico, sono finalmente riconosciuti come elementi importanti anche dalla medicina diciamo allopatica, la fiducia del paziente è un elemento che attiene al vissuto psichico personale e la medicina allopatica cerca in qualche modo di misurarla per poterla escludere dalla valutazione di un farmaco, (forse tra un po’ tornerà di moda l’importanza di una qualche sofferenza collegata alla cura, come il cattivo sapore di un farmaco o la sua scomodità di assunzione, chissà?) ma quel che veramente mi sembra sia in discussione è la farmacopea omeopatica sulla cui efficacia nessuna sperimentazione scientifica è mai stata effettuata con esito positivo.
Quel che è peggio a mio avviso è che gli omeopati cercano di dissimulare l’inconsistenza della validità della loro farmacopea mescolandosi alle medicine tradizionali, cercando di nascondersi tra fitoterapia ed erboristica, quasi non sapessero che è la medicina allopatica erede di queste, in quanto la più parte dei farmaci, in commercio e allo studio, sono di derivazione vegetale, moltissimi sono principi attivi selezionati proprio studiando le piante tradizionalmente utilizzate per curare determinate patologie, proprio studiando le piante i loro effetti e quello dei loro estratti grezzi e poi selezionandoli uno ad uno si riesce a separare le sostanze con minore tossicità e migliore efficacia, si depurano gli estratti dalle tossine e così via, è quindi la medicina allopatica la vera erede della medicina tradizionale e dell’erboristica, non questa invenzione filosoficamente teleologica (sarà un caso la coevità di Hegel e di Hahnemann?) dell’omeopatia.

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Sempre a casa mia, sempre fuori posto.
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