Edilizia drogata nella Valle del Belice

La Valle del Belice quarant’anni dopo il terremoto mostra chiaramente i
segni dello scempio del non governo del dopo terremoto.
Paesi costruiti senza alcun senso dell’idea di comunità, anzi con un
disordine e uno spreco del territorio che fanno rabbrividire, forse
però sta per finire il tempo delle costruzioni inutili e selvagge, tra
non molto scadranno i termini per usufruire dei finanziamenti a fondo
perduto per la “ricostruzione”.
C’è nella zona un gran fermento di compravendite di immobili diroccati
con gli annessi “diritti a ricostruire” che danno modo di accedere ai
finanziamenti prima che scadano i termini. Avvicinandosi tale scadenza
gli ultimi ritardatari si sono mossi alla disperata, in molti casi,
costruendo case molto più grandi delle loro necessità, solo per avere il
massimo dei finanziamenti possibili, spesso senza avere il danaro per
terminarle, a questo proposito anche il mercato delle case della prima
ricostruzione è stato movimentato dalle numerose offerte sul mercato di
case da parte ci coloro che avevano urgenza di fondi per mettere il
tetto alla casa nuova, in gran parte costruita con i finanziamenti
ottenuti; si segnala un forte deprezzamento per queste case gettate sul
mercato in fretta, ad es. una palazzina indipendente di circa
trent’anni in ottime condizione, con riscaldamento, costituita da due
appartamenti ciascuno di tre locali più servizi e cucina abitabile con
un piccolo giardino e terrazzo veniva posta sul mervato a sessantamila
euro, ma non si tratta di un caso isolato, questo è il prezzo di
mercato attualmente.
Il costo di costruzione di una casa nuova è invece abbastanza in linea
con i costi nazionali eccetto che per l’incidenza del prezzo del
terreno, finita la febbre degli stanziamenti, in molti si potrebbero
trovare a dover gestire case, inutilmente grandi, il cui prezzo di
mercato potrebbe essere talmente inferiore ai costi di costruzione
affrontati da quasi azzerare il valore del contributo statale
Nel frattempo si saranno dovuti affrontare i costi di gestione,
riscaldamento, raffrescamento, Tarsu e altre tasse locali che sono
cresciuti, sia a causa delle grandi case costruite, sia a causa della
grande espansione del territorio urbanizzato a scapito del territorio
agricolo (da notare che nei paesi di un tempo pochissimi avevano
giardini, avendo abbastanza da lavorare la campagna durante la giornata
non sentivano alcuna necessità di avere la campagna in paese mentre
tutte le nuove case hanno almeno un fazzoletto di terra intorno) che
avrà, per i comuni, moltiplicato i costi d’esercizio di molti servizi:
manutenzione delle strade, raccolta rifiuti, trasporto scolari, posa e
manutenzione di acquedotti e fognature, nonchè polizia locale per
l’aumentato territorio da presidiare.
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Sempre a casa mia, sempre fuori posto.
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